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WSOP 2011, febbre da grande poker

Le WSOP 2011 distano ormai solo quattro giorni e l’eccitazione nella comunità pokeristica internazionale è già alle stelle. Mai come quest’anno ci si aspetta dalle World Series of Poker una risposta alla crisi, soprattutto americana, che sta attraversando questa disciplina. C’è chi giura che la sala da poker del Rio verrà presa d’assalto come al solito, e c’è chi invece è più pessimista e si aspetta numeri inferiori alle precedenti edizioni.

Ma i grandi giocatori di poker ci saranno tutti: da Phil Ivey a Daniel Negreanu, da Phil Hellmuth a Tom Dwan, i più forti esponenti di questo gioco andranno tutti alla caccia dell’ambito braccialetto di campione del mondo. Sarà sicuramente molto nutrita anche la presenza italiana, perché c’è da difendere il quarto posto del main event conseguito non più tardi di sei mesi fa dal sardo Filippo Candio.

Ci sarà anche una vera e propria scuola di poker, rappresentata dalla WSOP Academy, una serie di corsi che si tengono ogni anno a ridosso delle World Series, e che coinvolgono campioni del Texas Hold’em come Phil Hellmuth, Annie Duke e Greg Raymer. Oltre a Joe Navarro, ex agente dell’FBI esperto in linguaggio del corpo, l’uomo giusto per imparare a riconoscere e a sfruttare i tell degli avversari.

In un momento delicato, nel quale il poker online americano è stato praticamente dichiarato illegale, le World Series of Poker hanno il compito morale di ridare dignità a un gioco che non può essere considerato d’azzardo. Altrimenti, per citare una famosa battuta del film-culto ‘Rounders - Il giocatore’: perché sempre le stesse cinque persone arrivano ogni anno a un tavolo finale delle WSOP? Sono forse i tizi più fortunati di Las Vegas?

(Foto © PaperScraps su Flickr)

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