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Texas Hold’em: WSOP, ma quale crisi!

Molti, tra gli addetti ai lavori, dopo lo scandalo che lo scorso 15 aprile ha colpito il poker online americano pensavano che le WSOP avrebbero fatto registrare un forte calo di partecipazioni. Dopo i primi sette-otto eventi, però, sembra che anche le previsioni del più ottimista tra i pessimisti siano già state smentite.

Guardando il numero di iscritti ai vari tornei, infatti, si evince come in generale rispetto all’anno scorso non ci sia stato alcun calo delle iscrizioni ai tornei di Texas Hold’em. I dati non sono ancora ufficiali, ma basta controllare il field di ciascuno degli eventi per capire che la crisi non c’è stata affatto. Solo un evento, rispetto all’edizione 2010, ha fatto registrare meno iscritti, ma la motivazione è da attribuirsi al buy-in molto più elevato: l’evento di heads-up infatti è passato a 25 mila dollari d’iscrizione, cifre che possono permettersi solo i più forti tra i professionisti.

Qualche pessimista, però, c’è ancora. Ma essendo stati per ora smentiti dai fatti, e non potendo prevedere un calo del desiderio di Texas Hold’em nei giocatori presenti a Las Vegas per i prossimi tornei (visto l’andazzo), gli analisti meno fiduciosi ritengono che tale calo si verificherà in occasione del main event, un torneo di poker dal buy-in di 10 mila dollari che comincerà agli inizi di luglio.

Tale ipotesi, a dirla tutta, sembra quantomeno inverosimile. Se è vero, come è vero, che per ora i numeri delle WSOP stanno reggendo alla grande, sembra improbabile che si registri una disaffezione nei confronti di quello che è il torneo più importante dell’anno: il main event che mette in palio il titolo di campione del mondo.

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