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Texas Hold’em in bilico negli Stati Uniti?

La situazione critica del poker online negli Stati Uniti può avere, come abbiamo già visto, degli effetti devastanti anche sul poker in generale. Nella giornata di mercoledì sembrava che qualche nube potesse essere spazzata via dall’accordo stretto tra la Procura di Manhattan e le poker room bloccate, affinché queste potessero permettere ai giocatori di ritirare i propri fondi.

Ma nella giornata di oggi si apprende come ciò non sia ancora possibile. Tutte le poker room in questione hanno pubblicato un annuncio nel quale spiegano che il prelievo di fondi non è ancora possibile e che presumibilmente ci vorranno delle settimane prima che tale manovra sia eseguibile da parte dei clienti. Sebbene per tutti i siti di poker oggetto del fermo sia una priorità permettere ai giocatori di ritirare i propri fondi, sembra che per motivi non meglio specificati sia al momento impossibile.

Viene dunque da chiedersi come mai un appassionato di Texas Hold’em che ha sempre potuto depositare o prelevare i propri soldi liberamente ora, senza che sia successo nessun impedimento tecnico al software, non possa più accedere al proprio conto. C’è addirittura chi vocifera che le poker room vogliano prima capire bene quanto rischiano sotto il profilo economico, in modo da eventualmente coprire parte delle spese proprio utilizzando i fondi ‘congelati’ dei propri clienti.

Probabilmente si tratta di una teoria ai limiti dell’assurdo, ma fino a sette giorni fa sembrava assurdo anche che una macchina che fatturava centinaia di milioni di dollari come il poker online (tra tornei di Texas Hold’em, partite di cash game e quant’altro) potesse incepparsi improvvisamente, lasciando soli qualcosa come 15 milioni di giocatori americani. Il futuro del Texas Hold’em oltreoceano è davvero appeso a un filo?

(Foto © taminator su Flickr)

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