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Texas Hold’em: i giocatori di poker italiani e le tasse

Occhio alle tasse. Anche i giocatori di poker cominciano a dover temere il Fisco italiano, che da qualche tempo a questa parte ha avviato un’indagine molto seria e scrupolosa sui proventi dei professionisti derivati dalle loro associazioni con le varie poker room online. Così, quella che da tutti è sempre vista come una professione da sogno, probabilmente andrà incontro a un netto ridimensionamento: bisognerà essere dei veri vincenti, per trarre un reale profitto.

Ad ogni modo, i giocatori di Texas Hold’em italiani, almeno quelli sponsorizzati da una poker room italiana o straniera, all’inizio di quest’anno si sono visti recapitare una richiesta di informazioni dall’Agenzia delle Entrate, informazioni ovviamente riguardanti dettagli finanziari come vincite, royalties, proprietà estere, proventi derivati dalle sponsorizzazioni e così via..

Attualmente, i giocatori di poker online italiani, che si tratti di Texas Hold’em o di una qualsiasi altra variante, pagano le tasse sulle loro vincite ottenute nelle poker room che sfuggono al controllo del mercato da parte dell’AAMS (cioè le poker room straniere, che ancora sono attive), e naturalmente anche sugli eventuali ‘asset finanziari’ esteri. Ultimamente, però, il Fisco ha scoperto più di 4 mila giocatori che non avrebbero dichiarato le loro vincite, vincite che ammonterebbero a quasi 100 milioni di euro.

Era piuttosto ovvio che prima o poi il Fisco si sarebbe messo sulle tracce anche di un mercato florido come quello del gioco d’azzardo italiano. Si tratta infatti del mercato più grosso d’Europa, con un giro d’affari che nel 2010 ha raggiunto i 4.8 miliardi di dollari. Tra tornei di Texas Hold’em, bingo, lotterie, gratta e vinci e quant’altro, gli italiani sono proprio un popolo di giocatori.

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