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Strategie poker: lo short-stacking nel Texas Hold’em - II parte

Un paio di settimane fa abbiamo cominciato a parlare dello short-stacking nel Texas Hold’em, introducendo in linea di principio questo tipo di strategia di poker che si adatta molto bene ai giocatori alle prime armi. Iniziamo a entrare maggiormente nel dettaglio, analizzando come comportarsi prima del flop in una partita di cash game full-ring (quindi su tavoli da 9 giocatori).

Molti ritengono che lo short-stacking sia una strategia di Texas Hold’em che obblighi chi la applica ad essere un giocatore piuttosto tight, ovvero un giocatore che seleziona con cura le mani da giocare. Ciò è vero, ma solo in parte. Dal momento che possono passare delle ore prima di vedere una mano premium (diciamo due assi, due re, due donne o A-K, al limite persino J-J) è impossibile per uno short-stacker limitarsi ad aspettare quelle mani, poiché verrebbe eroso dai bui. L’importante è che lo short-stacker dia l’impressione di essere tight.

Quando si comincia a giocare a poker con questa strategia, è bene andare allo showdown mostrando qualche mano solida, in modo che gli avversari sappiano che quando lo short-stacker è disposto a giocarsi delle chip lo fa perché è molto sicuro della sua mano. Una volta acquisita questa immagine, si può cominciare ad utilizzare mosse diverse, prima fra tutte lo squeeze. Abbiamo già parlato dello squeeze nel poker e di come sia una tecnica molto efficace. Lo è ancora di più se giochiamo con uno short-stack, dal momento che il piatto sarà molto grosso rispetto alla quantità di chip da noi possedute.

Supponiamo di possedere uno stack di 20 big blind, un tipico short-stack in una partita di Texas Hold’em. Ci troviamo sul bottone, e prima di noi un giocatore ha effettuato un piccolo raise pari a 3 grandi bui, ed è stato chiamato da altri due giocatori; si tratta di una situazione che nel cash game è molto frequente. A questo punto, noi possiamo andare all-in dal bottone quasi a prescindere dalle nostre carte, con la possibilità concreta di vincere un piatto che vale già 10,5 big blind, cioè la metà del nostro stack! (il rilancio a 3 big blind + i 6 big blind dei due call + 1,5 dei due bui). Praticamente dovremmo temere solo l’original raiser, colui il quale è più probabile che possegga una mano forte; d’altra parte, se uno dei due caller avessero avuto un’ottima mano molto spesso avrebbero controrilanciato. L’importante ovviamente è non abusare di questa giocata, altrimenti comincerete a venire chiamati più spesso da mani marginali ma che magari vi battono comunque, e tentare lo squeeze soprattutto quando gli avversari hanno un range di apertura molto ampio.

(Foto © Melissa Gray su Flickr)

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