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Strategie poker: gli errori da evitare nel Texas Hold’em - 4

Gli argomenti di cui abbiamo parlato nei primi tre articoli relaviti agli errori da evitare nel Texas Hold’em riguardavano praticamente solo concetti quali aggressività, passività, gioco tight e gioco loose. Abbiamo visto come in generale che si adotti un approccio tight o un loose, l’importante è comunque essere aggressivi. Ma nel poker non esistono dogmi universali, neppure nel Texas Hold’em. Ecco perché occorre fare un passo avanti: adattarsi alla partita.

Spesso, i giocatori di poker, e non solo i principianti, commettono l’errore di giocare allo stesso modo a prescindere dalla partita in cui si trovano. Non si adattano cioè agli avversari e all’andamento della partita stessa, che in molti casi può mutare con il passare delle ore, o persino dei minuti.

Le strategie di poker di un giocatore molto aggressivo di solito prevedono molte puntate e molti rilanci, effettuate anche con mani marginali. Ma se ci troviamo in una partita piena di veri e propri squali, pronti ad azzardare alla prima occasione, una tattica del genere diventa scellerata, a meno di non essere incredibilmente fortunati con le carte. In una circostanza del genere, un buon giocatore dovrebbe capire che rallentare un po’ il ritmo, e giocare mani più solide, gli farà vincere molto più denaro.

Analogamente, un giocatore tight, attendista e ‘pidocchioso’, come spesso viene definito nel gergo, se vuole adottere delle corrette strategie di Texas Hold’em quando si trova in una partita piena di giocatori come lui, dovrebbe sforzarsi di allargare il proprio range di mani, di bluffare un po’ più spesso e di giocare molti più progetti. Questo perché gran parte delle volte vincerà piatti su board nei quali i suoi avversari non hanno trovato aiuto o quasi.

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