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Regole poker: la telesina 'belli e brutti' e 'alberaccio'

Concludiamo oggi il lunghissimo viaggio attraverso le varianti della telesina, parlando della sua versione denominata ‘belli e brutti’ (o anche ‘buoni e cattivi’) e di quella denominata ‘alberaccio’ (che possiede anche una sua propria variante, detta ‘alberato’). Teoricamente esisterebbero ancora altre varianti, ma si tratta perlopiù di rivisitazioni molto simili a quelle di cui abbiamo già parlato in abbondanza.

Partiamo dalla teresina ‘belli e brutti’. Ciascun giocatore riceve le sue solite cinque carte private, come in molte forme del poker. Il mazziere, però, predispone anche due file di altre cinque carte ciascuna, denominando una fila ‘brutta’ e l’altra ‘bella’. Dopo il primo giro di puntate, il mazziere svela una carta di ciascuna delle due file: se un giocatore possiede una carta ‘brutta’ è costretto a scartarla dalle proprie carte private. Naturalmente parliamo del valore nominale della carta stessa (se è un asso, una donna, un quattro e via dicendo), dal momento che giocando con un singolo mazzo è impossibile avere due carte identiche anche nel seme.

Le regole della teresina ‘belli e brutti’ prevedono che ci sia un giro di puntate dopo ogni carta scoperta di entrambe le file. Per vincere occorre formare la miglior combinazione possibile utilizzando le proprie carte private (quelle rimaste) insieme alle cinque carte ‘belle’ comuni. Ovviamente i giocatori hanno la facoltà di foldare in ogni momento della mano, quindi può capitare che non si arrivi a svelare tutte e cinque le carte delle due file.

La telesina ‘alberaccio’, invece, è una forma di poker molto particolare e poco diffusa, sulle cui regole spesso si fa confusione. Somiglia un po’ alla telesina con le vele, perché ciascun giocatore oltre alle proprie carte private riceve anche due serie di vele, disposte a forma di albero (da qui il nome), e formate rispettivamente da sei e tre carte. Alla fine dei giri di puntate, vince chi ha la combinazione migliore tra le proprie carte private e chi ha la combinazione migliore formata con le vele dell’albero. Quindi possono esserci anche due vincitori; in questo caso, i due puntano ancora tre volte fino a svelare le tre carte del secondo albero e chi ha le carte migliori vince il piatto. Nella versione ‘alberato’, invece, ciascun giocatore ha tre alberi, tutti e tre formati da tre carte. Le dinamiche di gioco sono identiche, con l’eccezione che si possono avere anche tre vincitori diversi.

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