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Long ball poker, una tattica per il Texas Hold’em

Qualche giorno fa abbiamo parlato dello small ball poker, una tattica per giocare a poker che prevede l’utilizzo di frequenti rilanci pre-flop d’importo contenuto, pochi rischi intrapresi dal flop in avanti e gioco principalmente di posizione. Il long ball poker è invece il suo esatto opposto. Anche questa tattica prende il nome dal gergo sportivo americano: nel baseball, il long ball è il gioco di quelle squadre che posseggono battitori forti e che cercano di guadagnare più basi per volta, specialmente grazie agli homerun (fuori campo).

Il long ball prevede di giocare molto più tight pre-flop rispetto allo small ball, e di entrare in gioco con rilanci più sostenuti. In pratica, si giocano poche mani, ma quando si entra in un piatto si spinge a più non posso. Questo non vuol dire che il giocatore long ball giochi solo e soltanto mani premium (come A-A, K-K, A-K e Q-Q), significa piuttosto che quando un giocatore long ball entra in un piatto, lo fa con la massima aggressività.

Anche se il long ball è praticato anche dai campioni, soprattutto quando vogliono bluffare, questa strategia di poker, ormai, viene usata principalmente dai novizi del Texas Hold’em, quelli che non si sentono a proprio agio a giocare molto post-flop, e preferiscono puntare forte nella speranza di chiudere il piatto immediatamente. Mentre il giocatore small ball vince molti piccoli piatti con pochi rischi, di solito il giocatore long ball ne vince pochi, grossi, ma rischiando di più.

Il long ball è una strategia di Texas Hold’em, perché si adatta solo ai giochi praticati in modalità no-limit. Nelle partite limit è molto difficile che la grandezza del piatto permetta di investire tutte le proprie chip, mentre il giocatore long ball prevede di andare spesso in all-in. Di norma, quando succede, se viene chiamato poi mostra quasi sempre la mano migliore.

(Foto © ricin su Flickr)

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