Excite

Le mani migliori nel Texas Hold'em

Quali sono le dieci migliori mani con cui giocare a Texas Hold’em? Che si tratti di tornei, di sit&go, di cash game, di heads up o di qualsiasi altra modalità di gioco, ci sono alcune mani che preflop sono indiscutibilmente e matematicamente migliori delle altre. Con l’avvertenza che a seconda del tipo di partita di Texas Hold’em che si sta giocando, del tipo di tavolo al quale si è seduti e del tipo e del numero di avversari che ci si trova ad affrontare, la quantità di mani con le quali è proficuo giocare può variare, anche di molto, ecco le dieci migliori mani nel poker Texas Hold’em:

1) A-A - Non esiste nel Texas Hold’em una mano migliore di questa. Meglio riceverla quando già qualcun altro ha già aperto il piatto, perché così ci sarà già un bel numero di chip in gioco. Ma non è male vedere due assi nemmeno quando si è i primi a mettere volontariamente i soldi nel piatto, nella speranza che qualcuno giochi. In un tavolo particolarmente passivo va bene limitarsi a fare call o limp, ma in un tavolo aggressivo la parola d’ordine è controrilanciare.

2) K-K - La seconda mano migliore possibile nel Texas Hold’em. Chi possiede K-K deve temere soltanto una carta: l’asso. Non per questo bisogna essere timorosi con K-K, perché è una mano molto forte che generalmente ottiene lo scopo che si prefigge: vincere il piatto. Anche in questo caso va bene aggredire preflop, anche se tutto dipende dalla composizione del tavolo in cui si gioca.

3) Q-Q - Non è come vedere A-A o K-K, ma con due donne non ci si può proprio lamentare. Questa mano è in vantaggio contro tutte le altre mani possibili e gioca bene anche contro A-K, contro la quale generalmente è in vantaggio 55-45, o anche di più nel caso che A-K non sia suited.

4) A-K - Di A-K si dice che sono come la splendida tennista Anna Kournikova: bella, ma non vince mai. Sciocchezze. Proprio nell’approccio al poker per principianti non si deve ricadere nei luoghi comuni tipici dei giocatori deboli. Se tutti gli esperti mettono A-K tra il terzo e il quinto posto tra le dieci migliori aperture nel Texas Hold’em un motivo c’è. Anzi, A-K paradossalmente è più facile da giocare dopo il flop, perché nel caso il flop non aiuti ci si può liberare di questa mano senza troppi crucci.

5) J-J - Da questa mano in avanti bisogna cominciare a essere un po’ più prudenti. Va bene sempre giocare questa mano in apertura, ma in caso di rilancio altrui bisogna valutare bene se è meglio limitarsi al call o se vale la pena controrilanciare.

6) A-Q - A-Q è un po’ la sorella povera di A-K. Si tratta di una mano molto forte, soprattutto se le carte sono dello stesso seme, ma più complicata da giocare perché è più difficile chiudere un punto molto solido.

7) K-Q - Qui cominciano le mani problematiche nel Texas Hold’em. Se sono suited, queste due sono carte molto buone. Se non lo sono, ovviamente, bisogna fare più attenzione. Spesso si rischia di perdere dei piatti contro mani che posseggono un kicker migliore.

8) A-J - Vale per tutte le carte spaiate: meglio se dello stesso seme. Il poker per principianti vuole che il giocatore sia molto accorto con questa mano. Il jack non è un kicker imbattibile e spesso capita di perdere nonostante il board ci regali un asso.

9) K-J - Con questa mano bisogna stare particolarmente attenti e non bisogna lasciarsi prendere dall’entusiasmo di vedere due figure, perché sono soltanto… due figure, appunto. Meglio aprire il piatto da late position, magari se tutti gli altri hanno già foldato.

10) A-T - Altra mano molto delicata, con la quale è meglio lasciarsi coinvolgere nei piatti da late position. Il kicker è deboluccio e anche se ci sono possibilità di scala, spesso si incappa in assi dal kicker migliore e non è facile, per i principianti del Texas Hold’em, foldare quando si possiede la top pair.

(Foto © jystyn su Flickr)

poker.excite.it fa parte del Canale Blogo Sport - Excite Network Copyright ©1995 - 2017