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La value bet nel Texas Hold'em

Nel Texas Hold’em esistono vari tipi di puntata che un giocatore può effettuare. Alcune di loro hanno un termine tecnico che le indica, mentre altre sono più generiche e maggiormente intuibili. Ad esempio, un giocatore può puntare forte nella speranza di spaventare l’avversario, o puntare poco per indurre un call, o ancora tentare di calibrare l’ammontare di una puntata per estrarre il massimo valore da una mano. Quest’ultima puntata prende il nome di ‘value bet’.

La ‘value bet’ (letteralmente ‘puntata per valore’) nel Texas Hold’em si effettua tipicamente al river, quando cioè i giochi sono fatti e non c’è più possibilità per uno dei giocatori ancora presenti nella mano di migliorare il proprio punto. Una value bet non eccede mai l’ammontare delle chip presenti nel piatto nel momento in cui la si effettua, ma è raro che equivalga a molto meno della metà del piatto stesso.

Nel Texas Hold’em è molto importante saper padroneggiare la value bet, in modo da puntare una cifra che induca il nostro avversario a chiamare anche con una mano che, in condizioni differenti, avrebbe invece foldato. Una buona value bet in un torneo di Texas Hold’em è utile ad accrescere il proprio stack in relazione ai bui, mentre in una partita di poker cash game saper effettuare buone value bet vuol dire, alla fine dell’anno, avere un bel po’ più di soldi in tasca.

Per fare un esempio, supponiamo di possedere una doppia coppia che abbiamo ben mascherato durante una mano di poker. Al river scende una carta ininfluente e tocca a noi parlare: nel piatto ci sono 100 mila chip e dobbiamo decidere quanto puntare affinché un avversario, che crediamo possa avere solo la top pair con un buon kicker, paghi la nostra puntata. Ecco che scommettere una somma tra le 40 e le 60 mila chip potrebbe far pensare al nostro avversario che valga la pena chiamare… salvo soccombere davanti alla nostra doppia coppia!

(Foto © miuenski su Flickr)

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