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La fold equity nel Texas Hold’em

Uno dei concetti fondamentali da capire nel Texas Hold’em è la cosiddetta fold equity, cioè la probabilità di far foldare uno o più avversari grazie a una puntata. Questo concetto, che molto spesso sfugge ai principianti del poker, spesso si rivela essere la chiave per una mossa vincente, soprattutto contro avversari che hanno una minima comprensione delle meccaniche del gioco.

Supponiamo infatti che ci troviamo a giocare un piatto contro un singolo avversario che ha più o meno il nostro stesso stack. Siamo in zona bolla di un torneo multi-table di Texas Hold’em e mancano poche eliminazioni prima di arrivare finalmente a premio. Diciamo che lo stack medio è di 25 big blind, e sia noi che l’avversario possediamo circa 40 big blind, quindi siamo messi piuttosto bene.

Siamo in posizione, il nostro avversario ha rilanciato pre-flop 3 volte il grande buio e noi abbiamo chiamato con A-K. Sul flop scendono un jack, un nove e un tre, tutti di semi diversi. L’avversario effettua una classica continuation bet di poco più di mezzo piatto e tocca a noi decidere cosa fare. Su un flop simile, è difficile che il nostro avversario abbia chiuso un punto molto forte, a meno che non abbia in mano proprio J-J, 9-9 o 3-3. Il piatto, contando i bui che hanno foldato pre-flop, è già di circa 12 big blind. Noi abbiamo una mano che era forte pre-flop, ma che sul flop non ha ricevuto grande aiuto. Potremmo tranquillamente foldare, ma…

Ma quei 12 big blind a questo punto di un torneo di Texas Hold’em fanno gola, abbiamo già detto che difficilmente il nostro avversario possiede una mano con la quale vuole giocarsi tutto il suo ottimo stack in una situazione nella quale siamo vicini alla zona-premio e soprattutto abbiamo fold equity. Dal momento che il nostro stack è di circa 37 big blind, andando all in costringeremmo il nostro avversario a giocarsi tutto lo stack che gli rimane (circa 34 big blind): anche se avesse una overpair (Q-Q, K-K o A-A) ci penserebbe due volte, temendo di imbattersi in una doppia coppia o in un set.

Lo scenario più probabile è che il nostro avversario abbandoni la sua mano, rimanendo con uno stack ben superiore alla media e aspettando un’altra occasione per farcela pagare. Dal canto nostro, avremo aggiunto una dozzina di big blind al nostro stack senza avere una mano forte, sfruttando semplicemente uno dei capisaldi del Texas Hold’em.

(Foto © larrykang su Flickr)

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