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Il bluff nel Texas Hold’em

Bluffare è una parte essenziale del poker, soprattutto nel Texas Hold’em. Senza il bluff, il Texas Hold’em sarebbe un gioco puramente matematico e perderebbe gran parte del suo fascino. La differenza tra un ottimo giocatore e un campione del Texas Hold’em spesso sta proprio nella capacità di bluffare e, qualità non meno importante, in quella di riconoscere i bluff.

L’arte del bluff, perché di arte si tratta, si può affinare e padroneggiare solo grazie all’esperienza: passare ore e ore sui tavoli di Texas Hold’em è l’unico modo in cui si può diventare dei maestri del bluff. Leggere libri dedicati può essere d’aiuto, ma nessun testo vi insegnerà ciò che può darvi la pratica di gioco. Ci vogliono migliaia di ore di gioco, migliaia di mani giocate, prima di poter effettuare (e scoprire) dei bluff che abbiano un’alta percentuale di riuscita.

La prima cosa da sapere su come effettuare un bluff di successo nel Texas Hold’em è che ogni bluff deve raccontare una storia credibile. Il bluff deve essere coerente con lo svolgimento della mano, a partire dalla fase pre-flop, passando poi per gli eventuali flop, turn e river. In parole povere, un bluff non nasce dal nulla, non si improvvisa al momento nella speranza che l’avversario ci caschi. Ovviamente può succedere che se abbiamo di fronte un giocatore inesperto anche un bluff estemporaneo possa essere efficace, ma contro avversari di un certo livello bluffare senza un minimo di logica equivale a perdere.

Di conseguenza, scoprire un bluff nel Texas Hold’em molto spesso è questione di logica: occorre ripercorrere mentalmente tutta la mano in questione, dall’inizio fino al punto in cui si pensa sia stato dato il ‘là’ al bluff, per valutare se la giocata sia coerente oppure no. Di frequente, quando la mossa di un avversario stona palesemente con il resto dello svolgimento della mano, si tratta di un bluff improvvisato.

(Foto © gfpeck su Flickr)

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