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HORSE: le regole

L’HORSE (tecnicamente scritto H.O.R.S.E.) non è una variante del poker, come i meno esperti possono credere, ma un tipo di poker che racchiude più varianti nella medesima partita. HORSE, infatti, è l’acronimo di Hold’em, Omaha, Razz, Stud e Eight or better (cioè il Seven Card Stud nella modalità High-Low).

Le regole dell’HORSE prevedono che tutte le varianti in esso contenute si giochino nella modalità limit, ovvero attraverso puntate fisse la cui entità viene modificata, ovviamente a incrementi, all’aumentare dei bui. I tornei e le partite cash dell’HORSE sono molto difficili da affrontare, perché ovviamente richiedono non solo una perfetta conoscenza di queste cinque varianti del poker, ma anche l’elasticità mentale di riuscire a passare in breve tempo da una variante all’altra.

Sì, perché nell’HORSE poker le cinque varianti suddette vengono giocate a turno, a seconda delle regole imposte dalla partita. Si comincia con il Texas Hold’em, per poi passare alle altre varianti in base all’aumentare dei bui, oppure in base a un tempo prestabilito, oppure ancora dopo aver completato un giro del tavolo (ovvero quando il bottone del dealer torna al primo giocatore).

Praticamente le regole dell’HORSE poker si esauriscono qui: tutte le altre regole del gioco corrispondono a quelle proprie delle cinque varianti praticate. A dimostrazione di come l’HORSE sia un gioco difficile, ma apprezzato dai professionisti, questa specialità è inserita negli eventi che compongono le annuali World Series of Poker. Nel 2010, l’evento è stato vinto da Ian Gordon; settimo classificato il nostro Marco Traniello, marito della fortissima giocatrice americana Jennifer Harman.

(Foto © hao$ su Flickr)

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