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Google e Texas Hold’em, stretta sui siti di poker

Google è il motore di ricerca più usato dagli internauti. Logico, quindi, come tutti coloro che vogliano avere un sito seguito e cliccato adottino tutti gli strumenti necessari affinché il proprio indirizzo compaia nelle prime pagine del colosso di Mountain View. Qualcuno, a dir la verità molti, fa però il furbetto e ‘confeziona’ siti-spazzatura pieni di parole chiave, ma privi di contenuti.

Ebbene, dal 22 febbraio questi siti rischiano grosso, dal momento che Google ha modificato il proprio algoritmo per impedire il fenomeno conosciuto come farming. Il farming consiste, come detto, nella creazione di siti (o di pagine nei siti) pieni zeppi di parole chiave, ma senza contenuti utili al lettore. Il tutto per ‘ingannare’ il motore di ricerca, cercando di piazzare il proprio sito in cima all’elenco dei risultati.

Anche molti siti dedicati al poker Texas Hold’em utilizzano questa scorciatoia, che non solo è un bieco mezzo per attirare visitatori, ma è anche molto fastidioso per il lettore stesso che, convinto di trovare ciò che cerca, si ritrova invece in un mare di parole e concetti privi di senso. Questo fenomeno si verificava in modo particolare su Google News, uno strumento molto importante per siti che fanno (o pretendono di fare, come alcuni) informazione.

L’obiettivo del nuovo algoritmo di Google è dunque quello di mettere un freno al farming e di premiare i siti che offrono contenuti di qualità. Molti dei siti dedicati alle affiliazioni di poker si sono serviti spesso del farming, ma da qualche settimana hanno vita difficile. Quasi il 12% delle query, infatti, dal 22 febbraio grazie al nuovo algoritmo è stato oggetto di importanti cambiamenti. Una nuova era sta per aprirsi dunque, anche per i siti dedicati al Texas Hold’em.

(Foto © Jeremy Brooks su Flickr)

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