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Clamoroso stop al poker online americano!

Quello che nella giornata di venerdì si è abbattuto sul poker online americano è un vero e proprio ciclone che rischia di sconvolgere per sempre le sorti del gioco del poker. L’FBI, infatti, tramite il procuratore di Manhattan ha denunciato, e quindi bloccato, tutti i siti di poker online operanti negli Stati Uniti, comprese le maggiori potenze mondiali.

Negli States, dal 2006 è in vigore l’UIGEA, Unlawful Internet Gambling Enforcment Act, un provvedimento di legge che tra le altre cose impedisce trasferimenti bancari da e per siti con finalità di gioco d’azzardo, esclusi alcuni settori (corse dei cavalli e lotterie di stato, ad esempio). Nonostante ciò, mentre alcune poker room hanno deciso di chiudere i battenti negli Stati Uniti, altre invece hanno lasciato la disponibilità di scaricare i poker software di fatto spartendosi un mercato enorme.

Venerdì, a distanza di 5 anni dall’entrate in vigore da quella legge, i federali si sono ‘accorti’ che c’erano appunto queste realtà che permettevano di giocare a soldi veri al Texas Hold’em e a tutte le altre varianti. Nonostante questi siti continuino a essere raggiungibili ai giocatori del resto del mondo, accedendovi compare un messaggio che spiega come i player americani, invece, sono costretti a rimanere a bocca asciuta.

È lecito chiedersi se quello che è stato ribattezzato il ‘Black Friday’ del poker americano abbia qualche conseguenza sul gioco oltreoceano. È ancora presto per dirlo, ma dal momento che il mercato americano è sicuramente il più florido, non ci sarebbe da meravigliarsi se le poker room incriminate fossero costrette a tagliare i costi, proponendo magari tornei di Texas Hold’em meno succulenti. Staremo a vedere.

(Foto © itomi su Flickr)

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